Settembre è un po’ il lunedì dell’anno.
Finiscono le ferie, riprendono il lavoro, la scuola, gli allenamenti e gli orari più regolari. E puntualmente torna una delle frasi più gettonate del periodo: “A settembre ricomincio.”
Ricomincio ad allenarmi. Ricomincio a mangiare meglio. Ricomincio a prendermi cura di me.
In realtà, sfruttare settembre come punto di ripartenza non è affatto una cattiva idea. Esiste perfino un fenomeno studiato in letteratura, il fresh start effect: alcuni momenti percepiti come nuovi inizi sembrano aumentare temporaneamente la motivazione verso obiettivi personali. In uno studio pubblicato su Management Science, dopo questi “confini temporali” aumentavano le ricerche legate alla dieta, le visite in palestra e l’impegno verso nuovi obiettivi. [1]

Quindi sì: settembre può essere un buon momento per ripartire. Il problema comincia quando decidiamo che dobbiamo farlo tutto insieme, tutto subito e possibilmente già da lunedì.
Non c’è niente da espiare
L’estate non dovrebbe essere trattata come un errore da correggere.
Vacanze, cene fuori, aperitivi, gelati, giornate meno organizzate e qualche allenamento saltato possono semplicemente fare parte di un periodo di maggiore flessibilità. In altre parole: normalità alimentare.
Non serve arrivare a settembre con il senso di colpa e soprattutto non serve rispondere con una punizione. Niente diete fai-da-te drastiche, niente settimane estremamente restrittive e niente fretta di “recuperare”. Se esiste un obiettivo reale, va affrontato con una strategia adeguata, non con il tentativo di cancellare le settimane precedenti.
La bilancia misura il peso. Non misura come stai andando.
Quel numero non descrive da solo la composizione corporea, le tue abitudini, il rapporto con l’alimentazione, quanto ti muovi o come ti senti. Il problema non è la bilancia: è attribuirle informazioni che non può darci.
Il rischio vero? Partire a bomba
È probabilmente uno degli errori più comuni della ripartenza.
Dal primo settembre: alimentazione perfetta, palestra quattro o cinque volte, un numero preciso di passi ogni giorno, sveglia presto, meal prep e magari anche qualche nuova abitudine presa da un reel visto la sera prima.
Il programma potrebbe anche essere ottimo. Peccato che debba essere vissuto.
Cambiare richiede tempo e, soprattutto, non tutti cambiamo con gli stessi tempi. Una revisione sistematica e meta-analisi recente, basata su 20 studi e 2.601 partecipanti, ha osservato una variabilità individuale enorme nella formazione delle abitudini legate alla salute. [2]
Il dato che ridimensiona la fretta
4–335 giorni
È l’intervallo osservato nei diversi studi per la formazione di un’abitudine. Non significa che servano sempre mesi: significa che non esiste una velocità uguale per tutti.
È un dato utile perché ridimensiona l’idea che bastino poche settimane per rendere automatico un comportamento. E soprattutto ricorda una cosa semplice: un giorno storto non rovina un percorso.
Prima di cambiare cosa mangi, rimetti ordine a quando e come mangi
A settembre non serve necessariamente una nuova dieta. Per molte persone il primo passo utile è semplicemente recuperare un po’ di struttura nella giornata.
- orari meno casuali;
- pasti più regolari;
- una spesa almeno in parte pianificata;
- meno situazioni in cui si arriva a sera senza sapere cosa mangiare.
Non significa diventare rigidi. Aperitivi, cene fuori e occasioni sociali possono continuare tranquillamente a esistere. La differenza la fa il contesto complessivo: quando la maggior parte della settimana torna ad avere una struttura riconoscibile, anche la flessibilità trova più facilmente il proprio spazio.

Anche con il movimento: non avere fretta
Lo stesso vale per l’attività fisica. Se durante l’estate ti sei allenato meno, non devi recuperare a settembre. Puoi semplicemente ricominciare.
Due o tre allenamenti realmente compatibili con la tua settimana hanno più senso di cinque sedute programmate sull’entusiasmo del primo lunedì e abbandonate poco dopo.
E non esiste soltanto l’allenamento: camminare, fare qualche spostamento a piedi, usare le scale e interrompere lunghi periodi trascorsi seduti fanno parte del movimento quotidiano. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riassumono bene il concetto: ogni movimento conta. [3]
Non serve quindi partire da un obiettivo arbitrario. Guarda da dove parti e prova, con calma, a muoverti un po’ di più.
Da dove ricominciare, allora?
Io partirei da tre cose molto meno spettacolari di una nuova dieta.
Obiettivi raggiungibili.
Non quello che riusciresti a fare nella tua settimana ideale, ma quello che puoi realisticamente mantenere nella tua settimana normale.
Consapevolezza dei propri limiti.
Tempo, lavoro, famiglia, stanchezza e impegni esistono. Una strategia efficace deve tenerne conto, non fingere che non ci siano.
Comprensione delle abitudini da cambiare.
Prima di aggiungere dieci nuove regole, prova a capire quali comportamenti oggi stanno realmente ostacolando il tuo obiettivo.
Una piccola checklist
- La mia giornata ha una struttura che mi aiuta o mi complica le scelte?
- Quale cambiamento sarebbe davvero sostenibile nelle prossime settimane?
- Sto cercando di migliorare tutto insieme?
- Quale abitudine, se cambiata, avrebbe più impatto sulle altre?
A settembre ricomincio. Sì, ma con calma.
Il primo settembre può essere un ottimo pretesto. Usiamolo.
Ma senza trasformarlo nella data entro cui diventare improvvisamente perfetti. Non devi essere duro con te stesso per ciò che hai fatto durante l’estate e non devi dimostrare niente nelle prime due settimane di settembre.
Devi costruire qualcosa che abbia una possibilità concreta di essere ancora lì a ottobre, novembre e nei mesi successivi.
Ripartire non significa fare tutto subito. Significa ritrovare gradualmente un ritmo che riesci a sostenere.
Da dove vuoi ripartire?
Raccontamelo in poche righe.
Non serve avere già tutto chiaro. Se c’è qualcosa nella tua alimentazione, nel movimento o nella routine che vorresti rimettere in ordine, scrivimi da qui.
Ti rispondo personalmente.
Fonti e riferimenti
- Dai H, Milkman KL, Riis J. The Fresh Start Effect: Temporal Landmarks Motivate Aspirational Behavior. Management Science. 2014. Studio originale.
- Time to Form a Habit: A Systematic Review and Meta-Analysis of Health Behaviour Habit Formation and Its Determinants. 2024. Articolo completo.
- World Health Organization. WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour. 2020. Linee guida ufficiali.
